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Cappotto termico. Di che cosa si tratta? Perchè installarlo? Le nuove nanotecnologie funzionano realmente?

Partiamo rispondendo alla prima domanda presentata nel titolo: Di che cosa si tratta?

Il cappotto termico, nel settore edilizio, è sinonimo di coibentazione termica. Consiste nell’installare un sistema, che ha come compito quello di ostacolare il più possibile lo scambio di energia termica tra 2 ambienti.
L’obiettivo finale, deve essere quello di raggiungere e mantenere il più a lungo possibile, le migliori condizioni possibili all’interno della struttura che si vuole isolare e di creare quindi una sorta di microclima all’interno della casa, condominio, ufficio, posto di lavoro ecc…

Per realizzare ciò, è sufficiente rivestire i muri perimetrali esterni dell’edificio, con un materiale isolante, avente le giuste proprietà meccaniche per sopportare le intemperie esterne, e le giuste proprietà isolanti per assicurare il corretto funzionamento del sistema.
E’ possibile anche realizzare il cappotto internamente all’edificio, ma metteremo momentaneamente in secondo piano questo argomento.

I materiali sono molteplici, e vengono classificati principalmente in base alla provenienza di questo:

Materiali di sintesi, ricavati dal petrolio: polistirene espanso estruso (XPS), polistirene espanso (EPS, comunemente polistirolo), poliuretano ecc

Isolanti minerali: principalmente lane minerali, sebbene esistano materiali sotto forma di granuli, utilizzati per riempire le intercapedini delle murature in fase di costruzione quali vermiculite espansa e argilla espansa.

Isolanti di origine vegetale: fibra di cellulosa, fibra di legno, sughero, fibra di canapa ecc

Le nuove tecnologie: i materiali in cui Visa è ormai specializzata, quali nanotecnologie, aerogel ecc

Ogni tipologia di materiale ha i suoi pregi e difetti, i materiali di sintesi sono economicamente vantaggiosi, ma poco traspiranti e poco ecologici, gli isolanti minerali sono buoni isolanti e possiedono discrete proprietà traspiranti ma necessitano di strati più spessi per ottenere il medesimo isolamento, gli isolanti di origine vegetale non sempre sono economici, sebbene più ecologici e con ottime capacità traspiranti.

Ci sono finalmente le nuove tecnologie, di cui Visa si è fatta promotrice già da quasi un decennio, in particolare forniamo e posiamo abitualmente la nanotecnologia.
Si tratta di sfruttare le proprietà delle molecole che operano nell’ordine di grandezza del nanometro, quindi particelle microscopiche.
Riassumendo molto brevemente, la nanotecnologia intesa come isolante, ha avuto le sue prime applicazioni in ambito aerospaziale, basti pensare alle temperature caldissime (oltre 1.000 gradi centigradi) che uno space shuttle affronta, attraversando l’atmosfera.
Venivano dunque utilizzati scudi termici nanotecnologici, realizzati a base silicio, che permettevano alla navicella, e all’equipaggio di superare indenni tali sbalzi di temperatura estremi.
Oggi Visa è in grado di fornire e posare il cappotto nanotecnologico, che sfrutta quindi i medesimi principi spiegati sopra, ma in ambito edilizio.

Perchè installare un cappotto nanotecnologico anziché uno tradizionale?

E’ un materiale TRASPIRANTE: Il primo grande pregio. Rispetto al cappotto tradizionale che il più delle volte viene realizzato con materiali di sintesi derivanti dal petrolio, il nanocappotto può essere attraversato dal vapore, evitando quindi che si formi condensa stagnante tra la muratura e il cappotto, scongiurando la formazione di muffe che possono danneggiare già alla base il prodotto posato.

Il nanocappotto è sottilissimo: il materiale viene posato in spessore di 0,5cm circa, contro i 10-12cm dei cappotti tradizionali in EPS, consentendo di ottenere le medesime prestazioni. Questo comporta altri vantaggi notevolissimi che vado a elencare nel prossimo punto.

Nessuna rottura dei davanzali delle finestre, meno difficoltà di posa nei pressi di grondaie, pompe di calore e persiane di finestre o balconi: il materiale che Visa utilizza per coibentare le strutture è in forma di pasta rasante, NON si tratta di pannelli come nel caso dell’EPS. Questo garantisce una maggior flessibilità nella posa, una notevole esemplificazione delle operazioni da eseguire in cantiere. La pasta rasante si adatta alla superficie su cui viene applicata, mantenendo la figura dell’edificio.

Meno intercapedini d’aria tra il cappotto e la muratura: le polveri e gli agenti esterni hanno maggior difficoltà nel trovare spazi dove annidarsi e stagnare, aumentando la durabilità del nanocappotto.

Non ci sono punti di giuntura: la pasta rasante viene stesa in modo continuo, contrariamente ai pannelli classici che devono essere “affiancati”. Questo comporta una miglior aderenza del nanocappotto sulla superficie, essendo un tutt’uno, oltre a migliorare ulteriormente la coibentazione, non essendoci fessure dove la trasmittanza potrebbe variare.

Velocità di posa: il fatto che questa tipologia di cappotto sia più semplice da posare, migliora e ottimizza anche la tempistica di posa, permettendoci di sgomberare il cantiere in tempi più brevi.

Risparmio in bolletta: la temperatura che si vuole avere all’interno dell’edificio, resta nell’edificio, avendo migliorato l’isolamento delle pareti. Questo si traduce in un minor utilizzo di caldaie e impianti di riscaldamento e raffrescamento, permettendo così di risparmiare circa il 30% del costo della bolletta.
A seconda del tipo di muratura o degli impianti già installati, questo valore potrebbe anche migliorare ulteriormente.

L’immobile acquista valore: qualsiasi immobile, opportunamente coibentato, avrà maggior valore commerciale dopo l’intervento, aumentando l’appetibilità dell’edificio sul mercato.

Incentivi fiscali: lo Stato italiano attualmente incentiva gli interventi di questo genere.
Attraverso il Bonus Facciate possiamo sgravare il 90% del TOTALE speso, dall’ IRPEF o IRES. Valido solo per le lavorazioni concluse entro il 2020.
Qualora l’edificio non incontri i requisiti dettati dal Bonus Facciate, viene comunque in soccorso l’Eco Bonus, che permette una detrazione del 65% della somma spesa.
Alla fine dei conti, l’intervento viene rimborsato quasi interamente, se non addirittura interamente, permettendo di avere un risparmio di denaro sul lungo termine.

Il costo non è così alto come potrebbe sembrare: da questa presentazione, il materiale potrebbe sembrare economicamente inarrivabile, ma non è assolutamente così!

Contattaci per richiedere un preventivo gratuito, :
-Telefono: 0536 07 65 15
-Email: info@visasrl.com

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Vi.Sa e Coronavirus

Anche Visa, in osservanza della proroga del decreto siglata agli inizi di Aprile, resta a casa, nel tentativo di combattere la diffusione del Coronavirus.

Ricordiamo comunque che gli uffici e l’amministrazione continuano a svolgere il proprio lavoro secondo modalità smart working, per quanto permesso dalla situazione attuale.

Resta il punto interrogativo sulla data di ripartenza: quando si potrà tornare in cantiere? Quando si potranno completare i lavori lasciati ad ora incompiuti? E quando se ne potanno cominciare di nuovi?

Ad oggi la data più probabile per la ripartenza è stimata ai primi di Maggio, sebbene alcune pubbliche amministrazioni stiano lavorando con l’intento di poter avviare alcune imprese – tra cui quelle edilizie – già dal 20 Aprile.

Nella speranza che la situazione Covid-19 si risolva al più presto, Visa pone i suoi migliori auspici a tutta la popolazione colpita dal disagio, augurando una pronta ripresa a tutto il Paese italiano.

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