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L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.

Cosa cambia con il nuovo Decreto Ecobonus 2018?

(Rinnovabili.it) – Pronta la bozza del Decreto Ecobonus 2018. Mentre rimangono diversi punti interrogativi sul futuro della detrazione Irpef, i quattro ministeri competenti – Sviluppo, Finanze, Trasporti e Ambiente – danno corpo alle disposizioni della Legge di Bilancio 2018. Il provvedimento, ancora in versione provvisoria, definisce i criteri tecnici che gli interventi di riqualificazione energetica devono soddisfare ai fini degli sgravi fiscali, escludendo dunque le opere di ristrutturazione e messa in sicurezza sismica.

La vera novità del documento sono i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento, nuovi limiti che si aggiungono a quello complessivo per le spese totali. Tali valori, elencati nell’Allegato I, comprendono IVA, prestazioni professionali e opere complementari relative l’installazione e messa in opera.

 

Nel dettaglio il decreto Ecobonus 2018 fissa il limite:

  • tra i 200 e i 250 euro a kWt per le caldaie e i generatori di aria calda a condensazione (a seconda della potenza);
  • a 1000 euro al kW per i micro-generatori;
  • a 180 euro al m2 per le schermature solari;
  • da 80 a 250 euro al m2 per la coibentazione delle strutture opache;
  • tra i 350 e i 450 euro al m2 per finestre e infissi (a seconda della zona climatica);
  • tra 650-750 euro al kWt per le pompe di calore;
  • tra i 600 e 1000 euro al m2 per i collettori solari;
  • da 1000 a 1250 euro per gli scaldacqua a pompa di calore (a seconda dei litri di accumulo);
  • 25 euro al m2 per le tecnologie di building automation.

 

Il provvedimento, nella sua forma attuale, si è già attirato diversi rimproveri. Come spiega Rete Irene, network di aziende attive nella riqualificazione energetica “il testo ha il pregio di assemblare in un unico documento e in modo chiaro una serie di disposizioni che precedentemente erano rinvenibili in varie fonti legislative, normative e interpretative, costituendo una sorta di testo unico di riferimento. Non mancano tuttavia alcuni aspetti fortemente critici”. A cominciare proprio dai  massimali di spesa, ritenuti profondamente inadeguati dal momento che coprirebbero una frazione insufficiente del costo reale degli interventi.

“Le nostre stime – afferma Virginio Trivella, Coordinatore del comitato tecnico scientifico di Rete IRENE – mostrano che, a fronte di detrazioni nominali del 70 per cento per interventi condominiali, l’applicazione dei nuovi limiti di spesa condurrebbe alla fruizione effettiva di detrazioni difficilmente superiori al 35-40 per cento del costo degli interventi, che si ridurrebbero ulteriormente computando anche gli oneri finanziari in caso di cessione dei crediti fiscali e di indebitamento per l’anticipazione della quota non coperta dagli incentivi (che a sua volta risulterebbe di gran lunga superiore a quella nominale del 30%)”.

 

Il decreto Ecobonus 2018 si applicherà a tutti i lavori di retrofit energetico avviati dopo la sua entrata in vigore, fissata al novantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Ricordiamo che l’aliquota delle detrazioni è stata modificata dalla legge di Stabilità 2018 per alcune categorie di intervento ed oggi è:

 

Ecobonus 2018 al 50%

    • schermature solari
    • interventi relativi alla sostituzione di finestre
    • caldaie a biomassa
    • caldaie a condensazione (con efficienze pari almeno alla classe A)

 

Ecobonus 2018 al 65%

    • coibentazione di strutture opache (pareti, tetti e pavimenti)
    • collettori solari
    • sistemi di building automation;
    • pompe di calore
    • scaldacqua a pompa di calore
    • generatori ibridi
    • caldaie a condensazione con sistemi di termoregolazione evoluti

 

Ecobonus condomini 2018 al 70% o all’85%