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Ecobonus 110%: quando sarà operativo?

Ecobonus 110%: quando sarà operativo?
Siamo ormai già al 2 Luglio, ma l’Ecobonus 110% contenuto nel Decreto Rilancio è rimasto appunto ancora un… decreto.
La normativa sarebbe dovuta entrare in vigore già da un giorno, ma la mancanza di chiarimenti in merito ad alcuni meccanismi sta bloccandola maxi-operazione.


Dalle ultime indiscrezioni, sembra che intorno al 18 Luglio il decreto sarà convertito in legge, completo di emendamenti che potranno esservi stati inclusi o meno.
A partire da questa data, l’Agenzia delle Entrate avrà ulteriori 30 giorni per pubblicare le linee guida definitive e i provvedimenti attuativi che andranno a regolare ogni fase del bonus.
Attesissimi in particolare i decreti attuativi che andranno a scandire i meccanismi della cessione di credito con relativo sconto in fattura, che dovrebbero permettere al cliente finale di realizzare i lavori a “costo zero”.

Quindi ancora una volta: quando l’Ecobonus 110% sarà operativo?
Pare che a conti fatti, il superbonus diventerà “concreto” solo a tardo Agosto, se non addirittura a Settembre inoltrato, visto che aziende, banche e tutti gli enti coinvolti necessiteranno di ulteriore tempo per organizzare tutte le procedure.


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DL Semplificazioni: il Governo punta su appalti veloci e burocrazia ‘amica’

Più affidamenti diretti, procedura negoziata per le opere prioritarie, demolizione e ricostruzione con sedime e sagoma diversi, digitale nella PA, sprint per ambiente e green economy

29/06/2020 – Semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia, semplificazioni procedimentali e responsabilità, misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale, semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

Sono i quattro ambiti della bozza del DL ‘Semplificazioni del Sistema Italia’ diffusa oggi. Il testo sarà esaminato nelle prossime ore dalla maggioranza per approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri probabilmente entro la settimana.

Appalti sotto soglia, solo 2 procedure
Fino al 31 luglio 2021, i contratti pubblici sotto soglia seguiranno due binari. Per quelli di importo inferiore a 150mila euro saranno consentiti l’affidamento diretto e l’amministrazione diretta. Per tutti gli altri, fino al raggiungimento della soglia comunitaria, si utilizzerà la procedura negoziata senza bando, con consultazione di almeno 5 operatori.

Si tratta di uno snellimento notevole. Al momento esistono infatti 5 procedure differenziate in base agli importi (affidamento diretto fino a 40mila euro; affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi tra 40mila euro e 150mila euro per i lavori o fino alle soglie comunitarie per i servizi e le forniture; procedura negoziata, previa consultazione di 10 operatori tra 150mila e 350mila euro; procedura negoziata, previa consultazione di 15 operatori tra 350mila e 1 milione di euro; procedura aperta tra 1 milione di euro e le soglie UE).
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Opere prioritarie per il superamento dell’emergenza
Sarà stilato un elenco delle opere di rilevanza nazionale, necessarie per il superamento della fase emergenziale sanitaria ed economica, per le quali, data l’urgenza, non è possibile il rispetto dei termini previsti dalle procedure ordinarie. Il Decreto Semplificazioni non indicherà materialmente le opere da realizzare, su cui il confronto è ancora aperto, ma getterà le basi affinchè, una volta raggiunto l’accordo, possano essere appaltate e terminate in tempi brevi.

L’aggiudicazione di queste opere prioritarie, anche di importo superiore alle soglie comunitarie, potrà avvenire con procedura negoziata. Le Stazioni Appaltanti opereranno in deroga alle norme vigenti, dovranno attenersi solo alla normativa penale e antimafia. La trasparenza sarà garantita dall’adozione di norme ad-hoc.

Non è quindi passata l’idea di ricreare il “modello Genova”, con uno o più commissari incaricati di snellire le procedure. Questo compito sarà assunto dalle Stazioni Appaltanti. Le Stazioni Appaltanti saranno inoltre beneficiarie del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, pensato per evitare che la mancanza temporanea di risorse pubbliche possa ostacolarne la realizzazione. I commissari entreranno in scena solo per le opere particolarmente complesse e per questo sarà modificato il Decreto Sblocca Cantieri

Legalità e velocità delle procedure


Per garantire la legalità, saranno adottati protocolli che dovranno sventare il rischio di possibili infiltrazioni senza appesantire le procedure. I casi in cui è consentita la sospensione dell’esecuzione delle opere dovranno essere ridotti e indicati in modo tassativo. Ad evitare contenziosi e rallentamenti negli appalti di valore superiore alle soglie comunitarie o per le opere di interesse nazionale, ci penserà il collegio consultivo tecnico.

Edilizia, vincoli di sedime e sagoma, distanze minime

Una parte consistente del DL è dedicata alle semplificazioni in materia edilizia, con misure di velocizzazione e agevolazione degli interventi in materia edilizia, essenzialmente volti a rendere più facile e immediata la realizzazione delle opere legittimamente realizzabili. Misure chieste da tempo dagli operatori, che superino regole obsolete o prassi non più praticabili.Semplificazioni, silenzio-assenso, tempi certi
Per garantire che i procedimenti si concludano in tempi certi, il DL propone di rendere effettivo il provvedimento o l’atto di assenso, acquisito ‘per silentium’. Viene quindi chiarito che, nei casi già previsti dalla legge, la PA non può dissentire oltre la scadenza dei termini.

Il DL prevede che le amministrazioni misurino (con criteri che saranno definiti da un DPCM) la durata effettiva dei procedimenti di maggiore impatto per cittadini e imprese e che ne pubblichino e ne comparino i termini e i tempi effettivi di conclusione.

Un altro problema che ricorre spesso è quello delle plurime reiterazioni dello stesso esito sfavorevole con motivazioni sempre diverse, tutte ostative. Il DL cerca di ricondurre a un’unica impugnazione giurisdizionale l’intera vicenda evitando che il cittadino o l’impresa siano costretti a proporre tanti ricorsi quante sono le ragioni del diniego.

Un’altra norma prevede che l’amministrazione proceda indipendentemente dall’espressione del parere se questo non venga reso nei termini e si afferma il principio generale che le P.A. agiscono mediante strumenti informatici e telematici sia nei rapporti interni che nei rapporti con i privati. Sono proposte procedure di conferenza di servizi accelerate per la realizzazione di opere necessarie al superamento della fase emergenziale.

Meno costi, detraibilità degli oneri, moduli standard


Alcuni adempimenti e costi – spiega la relazione – sono sproporzionati rispetto agli interessi pubblici da tutelare e agli obiettivi perseguiti. Ciò alimenta la percezione di una burocrazia e uno Stato ‘nemici’ dell’iniziativa privata.

Per affrontare questo problema si propone, quindi, che gli atti normativi statali che introducono nuovi costi regolatori debbano contestualmente eliminare oneri di pari valore, in modo da garantire un saldo pari a zero. Laddove tale compensazione non avvenga, i nuovi costi regolatori sono qualificati di regola come oneri fiscalmente detraibili.

Il DL prevede di tipizzare tutte le procedure, di individuare le attività soggette ad autorizzazione, SCIA, silenzio-assenso, comunicazione e di eliminare gli adempimenti non necessari, semplificarli e ampliare le attività liberamente esercitabili. Inoltre, si prevede di adottare una modulistica standardizzata per cittadini e imprese, come già fatto per le attività edilizie, artigianali e commerciali.

Si interviene in tema di responsabilità dei funzionari pubblici limitando il danno erariale al solo dolo e, fino al 31 luglio 2021, si limita la responsabilità dei soggetti sottoposti alla Corte dei conti in materia di contabilità pubblica al solo profilo del dolo per le azioni e non anche per le omissioni.

Per risolvere disfunzioni e devianze attuative nell’erogazione di contributi o nel trasferimento di risorse a soggetti pubblici o privati, si introduce una nuova forma di controllo concomitante. Le sezioni di controllo, inoltre, possono nominare, previo contraddittorio con le amministrazioni e gli altri soggetti interessati, un commissario ad acta per la rimozione dell’inerzia.
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DL Semplificazioni: slancio al digitale nella PA


Il provvedimento rafforza l’Identità digitale, soprattutto tramite SPID, per l’accesso a tutti i servizi digitali della PA. Viene previsto il ‘Domicilio digitale’ ai professionisti, anche non iscritti ad albi, e la semplificazione e il rafforzamento dell’utilizzo esclusivo della pec e del domicilio digitale nei rapporti tra le imprese, i professionisti e la PA.

Con il DL, viene istituita una piattaforma che operi come strumento unico per la notifica digitale di tutti gli atti della pubblica amministrazione e vengono rafforzate tutte le disposizioni in grado di garantire piena accessibilità e condivisione dei dati tra le PA.

Attraverso la piattaforma digitale nazionale dati, le PA rendono immediatamente interrogabili, disponibili e fruibili alle pubbliche amministrazioni i dati pubblici e conoscibili al fine di consentire l’immediata erogazione di servizi pubblici o bonus (senza chiedere al cittadino dati già in possesso della PA).

Semplificazione per ambiente e green economy


Il Decreto modifica l’attuale normativa sulla VIA, assicurando tempi certi per la chiusura del procedimento; è previsto, infatti, l’obbligo di presentazione del progetto di fattibilità, la riduzione dei termini attualmente previsti e la creazione di una procedura speciale accelerata (fast-track) dedicata all’espletamento delle procedure delle opere ricomprese nel Programma Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Sono esclusi dall’assoggettabilità a VIA gli interventi urgenti di incremento della sicurezza delle dighe che non modifichino i livelli di invaso caratteristici e non trasformino in maniera significativa gli sbarramenti.

Sul fronte della lotta al dissesto idrogeologico, si semplifica e si velocizzano i tempi di assegnazione dei fondi ai commissari, prevedendo che i commissari possono procedere immediatamente all’avvio delle attività di progettazione e di realizzazione degli interventi a seguito dell’adozione del provvedimento di assegnazione delle risorse. Semplificazione e razionalizzazione anche nei parchi nazionali; ad esempio, si prevede la possibilità per gli enti parco di avvalersi di qualificate professionalità che hanno già maturato esperienza istituzionale operando presso il Ministero dell’ambiente.

Sul fronte della green economy sono previste semplificazioni per progetti di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile, anche grazie a norme simili allo spalma incentivi. Viene semplificata la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici e il ‘meccanismo dello scambio sul posto altrove’ per incentivare l’utilizzo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nei piccoli Comuni. Infine, è previsto un meccanismo semplificato per il rilascio delle garanzie pubbliche da parte di SACE a favore di progetti del green new deal, in linea con la strategia ambientale promossa dalla Commissione UE.

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Novità Ecobonus 110

NOVITA’ ECOBONUS 110%:
Purtroppo sembra che slitterà la data di partenza. Le indiscrezioni più ottimistiche parlano di metà Luglio, con ottime probabilità invece il bonus non vedrà la luce prima di metà Agosto/inizio Settembre, se tutto andrà bene.

Vogliamo ricordare a questo punto, che a fine 2020 scadranno i precedenti Ecobonus 65% e Bonus Facciate 90% che RESTANO TUTT’ORA IN VIGORE e che sono comunque opportunità da non perdere!

Visa ha già fatto lavorazioni con tali detrazioni, e alcuni clienti stanno già beneficiando del cappotto nanotecnologico, con detrazioni fiscali!

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Coibentazione Termica Tetto

Completato lavoro di coibentazione termica a Mantova a completamento della ristruturazione di un intero fabbricato

Lavoro effettuato con bonus fiscali di ristrutturazione edilizia ed efficientamento energetico.

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RIPARTITI

E’ con immenso piacere che Visa annuncia la riapertura, dopo la battuta d’arresto imposta dalle norme di contenimento anti Coronavirus.

Dedicheremo i primissimi momenti alla riorganizzazione del lavoro in cantiere, oltre che al riallacciamento dei rapporti con i gentili clienti, per poi passare immediatamente all’azione vera e propria, con la stesura del cappotto nanotecnologico.

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Pronti, partenza, via

E’ arrivata l’ufficialità, il 4 maggio anche l’edilizia privata potrà ripartire con il lavoro in cantiere, a patto di rispettare una serie di norme, di cui vado a riassumere le piu importanti di seguito:

Dpi per tutti i lavoratori: Mascherine, tute monouso, guanti, occhialoni ecc..

-Minimo 1 metro di distanza (se possibile): Anche in questo caso, distanziamento sociale, se il cantiere lo consente.

-Non si lavora con la febbre: Controllo della temperatura per tutti quelli che hanno accesso al cantiere. Qualora questa sia di 37,5°C o superiore, la persona in questione non avrà diritto d’ingresso in cantiere

-Ulteriori autocertificazioni: Tutti i cantieri, i lavoratori al suo interno e i terzi esterni (corrieri, terze parti, ecc…) dovranno autocertificare il loro stato in essere, in relazione alle norme del decreto vigente.

-Lavoro agile finchè possibile: Qualora alcune operazioni non richiedano strettamente la presenza fisica in cantiere, queste dovranno essere realizzate a distanza, secondo smart working (per lo più burocrazia)

-Stop per i lavoratori che dovessero superare i 37,5° durante il turno di lavoro: I lavoratori che dovessero sviluppare sintomi, con temperatura pari a 37,5° o superiore, dovranno immediatamente fermare il proprio lavoro ed isolarsi. L’ambiente dovrà poi essere sanificato.

-Sanificazione degli strumenti di lavoro: Dovrà essere una operazione periodica, a seconda dell’ambiente e dell’utilizzo degli strumenti.

Visa si impegnerà a rispettare le norme dettate dal Governo, in modo da garantire la sicurezza e la salute dei propri lavoratori e al contempo terminare i lavori già in corso, e perchè no, incominciare i nuovi di cui si erano già presi accordo, alzando lo sguardo finalmente al futuro.

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Cappotto termico. Di che cosa si tratta? Perchè installarlo? Le nuove nanotecnologie funzionano realmente?

Partiamo rispondendo alla prima domanda presentata nel titolo: Di che cosa si tratta?

Il cappotto termico, nel settore edilizio, è sinonimo di coibentazione termica. Consiste nell’installare un sistema, che ha come compito quello di ostacolare il più possibile lo scambio di energia termica tra 2 ambienti.
L’obiettivo finale, deve essere quello di raggiungere e mantenere il più a lungo possibile, le migliori condizioni possibili all’interno della struttura che si vuole isolare e di creare quindi una sorta di microclima all’interno della casa, condominio, ufficio, posto di lavoro ecc…

Per realizzare ciò, è sufficiente rivestire i muri perimetrali esterni dell’edificio, con un materiale isolante, avente le giuste proprietà meccaniche per sopportare le intemperie esterne, e le giuste proprietà isolanti per assicurare il corretto funzionamento del sistema.
E’ possibile anche realizzare il cappotto internamente all’edificio, ma metteremo momentaneamente in secondo piano questo argomento.

I materiali sono molteplici, e vengono classificati principalmente in base alla provenienza di questo:

Materiali di sintesi, ricavati dal petrolio: polistirene espanso estruso (XPS), polistirene espanso (EPS, comunemente polistirolo), poliuretano ecc

Isolanti minerali: principalmente lane minerali, sebbene esistano materiali sotto forma di granuli, utilizzati per riempire le intercapedini delle murature in fase di costruzione quali vermiculite espansa e argilla espansa.

Isolanti di origine vegetale: fibra di cellulosa, fibra di legno, sughero, fibra di canapa ecc

Le nuove tecnologie: i materiali in cui Visa è ormai specializzata, quali nanotecnologie, aerogel ecc

Ogni tipologia di materiale ha i suoi pregi e difetti, i materiali di sintesi sono economicamente vantaggiosi, ma poco traspiranti e poco ecologici, gli isolanti minerali sono buoni isolanti e possiedono discrete proprietà traspiranti ma necessitano di strati più spessi per ottenere il medesimo isolamento, gli isolanti di origine vegetale non sempre sono economici, sebbene più ecologici e con ottime capacità traspiranti.

Ci sono finalmente le nuove tecnologie, di cui Visa si è fatta promotrice già da quasi un decennio, in particolare forniamo e posiamo abitualmente la nanotecnologia.
Si tratta di sfruttare le proprietà delle molecole che operano nell’ordine di grandezza del nanometro, quindi particelle microscopiche.
Riassumendo molto brevemente, la nanotecnologia intesa come isolante, ha avuto le sue prime applicazioni in ambito aerospaziale, basti pensare alle temperature caldissime (oltre 1.000 gradi centigradi) che uno space shuttle affronta, attraversando l’atmosfera.
Venivano dunque utilizzati scudi termici nanotecnologici, realizzati a base silicio, che permettevano alla navicella, e all’equipaggio di superare indenni tali sbalzi di temperatura estremi.
Oggi Visa è in grado di fornire e posare il cappotto nanotecnologico, che sfrutta quindi i medesimi principi spiegati sopra, ma in ambito edilizio.

Perchè installare un cappotto nanotecnologico anziché uno tradizionale?

E’ un materiale TRASPIRANTE: Il primo grande pregio. Rispetto al cappotto tradizionale che il più delle volte viene realizzato con materiali di sintesi derivanti dal petrolio, il nanocappotto può essere attraversato dal vapore, evitando quindi che si formi condensa stagnante tra la muratura e il cappotto, scongiurando la formazione di muffe che possono danneggiare già alla base il prodotto posato.

Il nanocappotto è sottilissimo: il materiale viene posato in spessore di 0,5cm circa, contro i 10-12cm dei cappotti tradizionali in EPS, consentendo di ottenere le medesime prestazioni. Questo comporta altri vantaggi notevolissimi che vado a elencare nel prossimo punto.

Nessuna rottura dei davanzali delle finestre, meno difficoltà di posa nei pressi di grondaie, pompe di calore e persiane di finestre o balconi: il materiale che Visa utilizza per coibentare le strutture è in forma di pasta rasante, NON si tratta di pannelli come nel caso dell’EPS. Questo garantisce una maggior flessibilità nella posa, una notevole esemplificazione delle operazioni da eseguire in cantiere. La pasta rasante si adatta alla superficie su cui viene applicata, mantenendo la figura dell’edificio.

Meno intercapedini d’aria tra il cappotto e la muratura: le polveri e gli agenti esterni hanno maggior difficoltà nel trovare spazi dove annidarsi e stagnare, aumentando la durabilità del nanocappotto.

Non ci sono punti di giuntura: la pasta rasante viene stesa in modo continuo, contrariamente ai pannelli classici che devono essere “affiancati”. Questo comporta una miglior aderenza del nanocappotto sulla superficie, essendo un tutt’uno, oltre a migliorare ulteriormente la coibentazione, non essendoci fessure dove la trasmittanza potrebbe variare.

Velocità di posa: il fatto che questa tipologia di cappotto sia più semplice da posare, migliora e ottimizza anche la tempistica di posa, permettendoci di sgomberare il cantiere in tempi più brevi.

Risparmio in bolletta: la temperatura che si vuole avere all’interno dell’edificio, resta nell’edificio, avendo migliorato l’isolamento delle pareti. Questo si traduce in un minor utilizzo di caldaie e impianti di riscaldamento e raffrescamento, permettendo così di risparmiare circa il 30% del costo della bolletta.
A seconda del tipo di muratura o degli impianti già installati, questo valore potrebbe anche migliorare ulteriormente.

L’immobile acquista valore: qualsiasi immobile, opportunamente coibentato, avrà maggior valore commerciale dopo l’intervento, aumentando l’appetibilità dell’edificio sul mercato.

Incentivi fiscali: lo Stato italiano attualmente incentiva gli interventi di questo genere.
Attraverso il Bonus Facciate possiamo sgravare il 90% del TOTALE speso, dall’ IRPEF o IRES. Valido solo per le lavorazioni concluse entro il 2020.
Qualora l’edificio non incontri i requisiti dettati dal Bonus Facciate, viene comunque in soccorso l’Eco Bonus, che permette una detrazione del 65% della somma spesa.
Alla fine dei conti, l’intervento viene rimborsato quasi interamente, se non addirittura interamente, permettendo di avere un risparmio di denaro sul lungo termine.

Il costo non è così alto come potrebbe sembrare: da questa presentazione, il materiale potrebbe sembrare economicamente inarrivabile, ma non è assolutamente così!

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Vi.Sa e Coronavirus

Anche Visa, in osservanza della proroga del decreto siglata agli inizi di Aprile, resta a casa, nel tentativo di combattere la diffusione del Coronavirus.

Ricordiamo comunque che gli uffici e l’amministrazione continuano a svolgere il proprio lavoro secondo modalità smart working, per quanto permesso dalla situazione attuale.

Resta il punto interrogativo sulla data di ripartenza: quando si potrà tornare in cantiere? Quando si potranno completare i lavori lasciati ad ora incompiuti? E quando se ne potanno cominciare di nuovi?

Ad oggi la data più probabile per la ripartenza è stimata ai primi di Maggio, sebbene alcune pubbliche amministrazioni stiano lavorando con l’intento di poter avviare alcune imprese – tra cui quelle edilizie – già dal 20 Aprile.

Nella speranza che la situazione Covid-19 si risolva al più presto, Visa pone i suoi migliori auspici a tutta la popolazione colpita dal disagio, augurando una pronta ripresa a tutto il Paese italiano.

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Bonus facciate 2020: cos’è, come funziona e quali interventi comprende

Tra le più importanti novità fiscali contenute nella Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (c.d. Legge di Bilancio per il 2020) vi è senz’altro la nuova agevolazione prevista per gli interventi sulle facciate esterne degli edifici (c.d. Bonus Facciate).

  1. Cos’è il bonus facciate
  2. Come funziona il bonus facciate
  3. Quali interventi comprende il bonus facciate
  4. Gli interventi inclusi
  5. Gli interventi esclusi

Un’agevolazione anticipata dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, per rilanciare gli investimenti per il restauro e il recupero delle facciate di palazzi e condomini, che ha superato tutti i passaggi parlamentari per entrare ufficialmente in vigore a partire dall’1 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020.

Cos’è il bonus facciate

Entrando nel dettaglio, il bonus facciate prevede una detrazione fiscale del 90% delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti (inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna) ubicati in zona A (centri storici) o B (parti già urbanizzate, anche se edificate in parte).

Considerato che la Legge di Bilancio prevede che il bonus facciate possa essere utilizzato “per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020“, i lavori che potranno godere dell’incentivo possono essere anche quelli cominciati nel 2019 e pagati nel 2020.

Come funziona il bonus facciate

La Legge di Bilancio per il 2020 definisce le modalità per fruire della nuova detrazione, ovvero in 10 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di sostenimento delle spese e nei 9 successivi. In attesa di maggiori dettagli da parte dell’Agenzia delle Entrate (che provvederà a scrivere una nuova guida fiscale in merito), per usufruire della detrazione sarà certamente necessario:

  • pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
  • indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Come previsto per le altre agevolazioni fiscali (ristrutturazioni edilizie ed ecobonus), occorrerà conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti:

  • le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi rientrano tra quelli agevolabili;
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti
  • ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori
  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori  da inviare all’Azienda sanitaria locale,  se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri
  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

Quali interventi comprende il bonus facciate

Ferme restando le disposizioni agevolative in materia edilizia (per le ristrutturazioni edilizie) e di riqualificazione energetica (ecobonus), il bonus facciate è ammesso esclusivamente per le spese relative ad interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Qualora l’intervento effettuato (ove non sia di mera pulitura o tinteggiatura esterna):

  • influenzi dal punto di vista termico l’edificio;
  • ovvero interessi più del 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dello stesso, questo deve soddisfare i requisiti di cui al decreto MISE 26 giugno 2015 e, in termini di trasmittanza termica, quelli di cui alla Tabella 2 del Decreto MISE 26 gennaio 2010;

si applicheranno le disposizioni di cui ai commi 3-bis e 3-ter dell’art.14 del D.L. n. 63/2013, relative al monitoraggio da parte dell’ENEA del risparmio energetico effettivamente conseguito a seguito della realizzazione degli interventi, nonché quelle relative alla decretazione attuativa circa i massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento, le procedure e alle modalità di esecuzione di controlli a campione, sia documentali che in situ, eseguiti dall’ENEA.

Gli interventi inclusi

Per ottenere la detrazione, sarà possibile eseguire lavori che hanno l’obiettivo di recuperare e restaurare una facciata, sia di una casa privata che di un condominio. Entrando nel dettaglio, le spese ammesse alla agevolazione riguardano i lavori di:

  • intonacatura;
  • verniciatura;
  • ripristino di balconi, ringhiere e frontalini.

Gli interventi esclusi

Sono, invece, escluse dall’ambito di applicazione del bonus facciate le spese relative agli interventi:

  • sugli impianti di illuminazione;
  • sui pluviali;
  • sugli impianti termici;
  • sui cavi esterni.

Restiamo in attesa della guida dell’Agenzia delle Entrate che entri nel dettaglio (come già fatto per le ristrutturazioni edilizie, l’ecobonus, il sismabonus e il bonus mobili).

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