Le nanotecnologie consentono di realizzare materiali funzionali dalle straordinarie proprietà capaci di dare un contributo alla soluzione di problemi ambientali

Le nanotecnologie costituiscono l’insieme di tecniche e metodi di manipolazione della materia su scala atomica e molecolare, con l’obiettivo di creare materiali dalle particolari caratteristiche chimico-fisiche. Attualmente sono presenti sul mercato mondiale circa 400 prodotti in vari settori, soprattutto dei cosmetici, del tessile, dell’elettronica, dei rivestimenti superficiali, dell’edilizia. Queste tecnologie costituiscono la cosiddetta rivoluzione nanotechprevista intorno al 2050.

Nel mondo, quasi tutti i principali Paesi, come USA, Cina, Giappone, Corea del Sud, Irlanda, stanno sviluppando programmi rivolti allo sviluppo delle nanotecnologie. Nel corso degli ultimi anni anche l’Italia sta mostrando un impegno crescente in questo settore, in collaborazione con l’Istituto di ricerca del Politecnico di Milano

La sfida scientifica attualmente in atto, potrebbe portare importanti ricadute per il sistema produttivo industriale italiano.

Le nanotecnologie offrono un nuovo approccio allo studio della materia e la possibilità di manipolarla porterà a scoprire svariate proprietà, a volte sorprendenti, in grado di apportare contributi positivi alla soluzione di problemi mondiali e ambientali, consentendo la realizzazione di materiali funzionali, strumenti e sistemi capaci di far risparmiare risorse e ridurre rifiuti ed emissioni tossiche.

Essendo infatti delle scienze multidisciplinari, le nanotecnologie possono essere applicate ai più svariati settori, risolvendo problematiche legate alla depurazione dell’aria, realizzando superfici autopulenti, migliorando l’isolamento termo-acustico delle abitazioni, ecc.


La nanotecnologia favorisce la depurazione dell’aria


Il problema dell’inquinamento dell’aria percepito un tempo come relativo agli spazi outdoor, recentemente fa riferimento agli ambienti indoor, comprendendo tutti gli spazi confinati di vita e di lavoro, dalle abitazioni agli uffici, dalle scuole agli ospedali. Studi del settore hanno evidenziato che l’uomo trascorre la quasi totalità del proprio tempo (89-90%) in luoghi chiusi.

In questi ambienti spesso, oltre agli inquinanti provenienti dall’esterno si aggiungono una serie di agenti che, per effetto della scarsa ventilazione e sempre maggiore coibentazione, tendono ad accumularsi nell’aria che si respira, divenendo dannosi per la salute. 
Le fonti principali di inquinanti indoor sono: i materiali da costruzione e i rivestimenti(pitture murali, vernici, pavimenti), gli arredi, gli impianti di riscaldamento e di condizionamento